Campagne B2B / PRIMA DELLA DEMO
Lead magnet B2B: cosa offrire a chi non è pronto per una demo
Stai preparando una campagna per un servizio IT. La landing propone una demo, ma il potenziale cliente deve ancora capire che cosa confrontare o quali informazioni raccogliere. Prima di chiedergli un appuntamento, puoi aiutarlo a fare quel passaggio. Un buon lead magnet risolve un problema piccolo e concreto, vicino al servizio che vendi.

IL PUNTO DI PARTENZA
Per creare un lead magnet B2B, scegli una domanda che il tuo buyer deve risolvere prima di acquistare. Offri uno strumento che produca un risultato utilizzabile: una comparazione, una lista di informazioni mancanti o un brief. Mostra come compilarlo, rendi espliciti i limiti e proponi una call collegata alla decisione successiva. Qui trovi un esempio per i servizi IT e una scheda gratuita per progettare la tua risorsa.
- Scegli una risorsa partendo dalla decisione del cliente, non dal formato che vuoi produrre.
- Consegna un risultato completo e circoscritto, utile anche a chi non prenota una call.
- Misura separatamente utilizzo, richieste ricevute e opportunità: scaricare un file non significa voler comprare.
Trova il problema che viene prima della tua offerta
Se segui il marketing di un MSP o di un system integrator, parti dalle conversazioni del commerciale. Quale domanda torna prima della proposta? «Come confronto due preventivi?» è una base più concreta di «Voglio capire la trasformazione digitale».
Definisci ruolo, episodio e alternativa. Per esempio: un responsabile operativo di una PMI italiana deve rinnovare l’assistenza IT e oggi confronta offerte con perimetri diversi in un foglio Excel. La tua risorsa deve aiutarlo a confrontarle meglio; una brochure sulla storia dell’MSP risponde a un’altra esigenza.
Scrivi questa frase prima di aprire il programma di grafica: «Aiutiamo [ruolo], quando [episodio], a ottenere [risultato circoscritto] usando [strumento]». Se il risultato non è riconoscibile, restringi il problema.
Scegli il formato che fa completare quel passaggio
Una guida breve funziona quando manca una spiegazione. Una checklist serve quando bisogna verificare prerequisiti. Una matrice di confronto aiuta quando ci sono alternative. Un calcolatore ha senso solo se puoi spiegare dati, formule e ipotesi senza dare una falsa precisione.
La checklist ufficiale di Acquisition.com propone di partire dal risultato desiderato, individuare gli ostacoli e progettare soluzioni che riducano lo sforzo del cliente. Applicato a un lead magnet IT, il principio diventa: meno lavoro per arrivare a una decisione utile. Non significa promettere un risultato commerciale garantito.
Per la prima versione bastano istruzioni essenziali, uno strumento compilabile e un esempio svolto. Chi lo apre deve capire cosa inserire e cosa farà con l’output. Una risorsa può essere breve e avere molto valore, se elimina un lavoro che il buyer stava già cercando di fare.
Esempio illustrativo: due preventivi, quattro domande utili
| Criterio | Preventivo A (ipotetico) | Preventivo B (ipotetico) | Domanda da chiarire |
|---|---|---|---|
| Perimetro | PC aziendali indicati; server esclusi | PC e server indicati; rete non specificata | Quali dispositivi e attività sono coperti? |
| Canali di assistenza | Supporto remoto incluso; interventi in sede da quotare | Remoto e interventi in sede previsti, condizioni da precisare | Quando si interviene in sede e con quali costi aggiuntivi? |
| Gestione delle richieste | Priorità definite, tempi da chiarire | Tempi di presa in carico indicati, risoluzione non specificata | Come distinguete presa in carico e risoluzione? |
| Attività extra | Approvazione del referente richiesta | Procedura non indicata | Chi autorizza il lavoro extra e come viene quotato? |
Esempio: una scheda per confrontare l’assistenza IT
Esempio interamente illustrativo: nessuna azienda o offerta descritta è un cliente reale. Immaginiamo un MSP che voglia entrare in contatto con PMI italiane vicine al rinnovo dell’assistenza IT.
La risorsa si chiama «Confronta due preventivi di assistenza IT senza confondere prezzo e perimetro». Promette un risultato preciso: individuare che cosa è incluso, che cosa manca e quali domande inviare ai fornitori. Non promette di scegliere automaticamente il fornitore migliore.
L’utente prende due preventivi e compila una riga per criterio, riportando la pagina o la clausola da cui ricava la risposta. Scrive «da chiarire» quando il documento non basta. La tabella di esempio mostra una compilazione possibile: le differenze sono inventate solo per spiegare l’uso della scheda.
Il risultato è una lista di domande pronta da inviare. Per esempio: «L’assistenza in sede è inclusa? In quali condizioni? Chi autorizza e come vengono quotate le attività fuori perimetro?». Il buyer riceve qualcosa di utilizzabile anche se non contatta l’MSP.
Metti una prova del valore prima della richiesta di contatto
Nella landing mostra una porzione reale della scheda, una riga compilata e il risultato che si ottiene. Usa una promessa verificabile: «Confronta inclusioni, esclusioni e punti da chiarire nei tuoi preventivi IT». Specifica che occorrono i preventivi da confrontare. Evita titoli come «La guida definitiva per rivoluzionare il tuo business».
Se scegli di chiedere l’email per consegnare la risorsa, spiega prima che cosa riceverà la persona e come avverrà la consegna. Tieni distinta la richiesta della risorsa dall’interesse per una chiamata. Il valore promesso deve essere accessibile senza rendere obbligatoria una call.
Per questa guida puoi usare e copiare la scheda di progettazione senza registrazione. Ti serve per preparare il brief della tua campagna; il contatto con Growin è facoltativo e separato.
Collega la call alla decisione successiva
Dopo la risorsa, proponi un passo coerente. Nell’esempio dell’assistenza IT: «Vuoi capire se il nostro servizio copre le attività che hai segnato? Prenota un confronto sul perimetro». È più preciso di un generico «Contattaci» e chiarisce che la conversazione riguarda il servizio del fornitore.
Prepara anche il commerciale: quale risorsa ha richiesto la persona, quale problema affronta e che cosa ha chiesto esplicitamente? Non considerare ogni download una richiesta di preventivo. Se non c’è interesse per una conversazione, il materiale deve comunque mantenere la sua utilità.
Per una campagna in Svizzera adatta lingua, valuta quando presente e contesto dell’offerta. Non basta sostituire «Italia» con «Svizzera»: verifica che le domande della scheda corrispondano al servizio effettivamente disponibile in quel mercato. Nel co-marketing concorda con il vendor perimetro, materiali utilizzabili e ruolo di ciascuno.
Leggi i segnali senza scambiarli per vendite
Prima del lancio scegli che cosa vuoi osservare e come lo raccoglierai. Un clic misura l’accesso al contenuto; compilazione e copia indicano uso dello strumento. Una risposta come «vorrei approfondire» è un’intenzione dichiarata. Una richiesta commerciale è tale quando arriva effettivamente attraverso il canale previsto.
Registra poi conversazioni svolte, opportunità riconosciute dal commerciale e vendite concluse. Anche la documentazione GA4 distingue eventi di generazione, qualificazione e chiusura dei lead; implementarli richiede una configurazione coerente con ciò che accade davvero. Non inviare risposte, indirizzi email o testi liberi dello strumento ad Analytics.
Usa i dati per scegliere il prossimo intervento. Se le persone aprono la risorsa ma non capiscono come usarla, rivedi istruzioni ed esempio. Se la usano ma le richieste riguardano servizi che non offri, rivedi pubblico e promessa. Se arrivano richieste pertinenti senza seguito, verifica la presa in carico commerciale prima di aumentare il traffico.
Prova il materiale prima di finanziare la campagna
Fai usare la bozza a una persona che conosce il problema senza spiegarle tu tutti i passaggi. Chiedile di mostrarti il risultato ottenuto e la decisione che può prendere ora. Osserva dove si ferma: un campo incomprensibile o un dato impossibile da reperire sono indicazioni concrete da correggere.
Questa prova controlla la comprensibilità, non dimostra un tasso di conversione. Parti da una sola situazione e migliora lo strumento sui riscontri reali. Poi usa la scheda qui sotto per fissare promessa, contenuto e passaggio commerciale prima di produrre annunci e landing.
Progetta il tuo lead magnet B2B
Compila e copia il brief senza registrazione. Usa descrizioni generiche, senza dati personali o documenti riservati. La scheda resta nel browser: usarla o copiarla non invia una richiesta a Growin.
Senza registrazione. I valori inseriti restano nella pagina e non vengono inviati dallo strumento. Se accetti Analytics, misuriamo l’uso dello strumento, senza raccogliere le risposte.
LE DOMANDE CHE RESTANO
Prima di passare all’azione.
Che cos’è un lead magnet B2B?
È una risorsa utile a un potenziale cliente, spesso proposta in cambio di un contatto. Nel B2B dovrebbe risolvere una domanda vicina alla decisione d’acquisto: per esempio confrontare offerte o preparare un brief. La richiesta della risorsa non equivale a una richiesta commerciale.
Quali lead magnet può proporre un MSP?
Una matrice per confrontare preventivi, una checklist dei dati da raccogliere prima di un progetto o un modello di brief. Scegli in base a una domanda reale del buyer e al servizio che offri. Un calcolatore richiede formule, dati e ipotesi comprensibili.
È meglio un PDF lungo o una scheda breve?
Dipende dal lavoro da svolgere. Per confrontare due offerte può bastare una tabella con istruzioni ed esempio. Aggiungi contenuto solo se aiuta a completare il passaggio; la lunghezza non dimostra il valore.
Come capisco se il lead magnet porta clienti?
Collega la richiesta della risorsa alle successive richieste commerciali e agli esiti nel tuo processo di vendita, evitando doppioni e attribuzioni automatiche. Osserva anche uso e domande emerse. Download, conversazioni, opportunità e vendite sono passaggi distinti.
Devo lasciare l’email per usare questa scheda?
No. Il brief in questa guida è compilabile e copiabile senza registrazione. Per confrontarti con Growin puoi scegliere separatamente la call esplorativa.